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Ciò che resta dell'avvenire. Cinquemila anni di scrittura
Volume a tiratura limitata con contributi di critici d'arte e di Armando Verdiglione
Armando Verdiglione:
"Roberto Panichi ci convoca in un viaggio quanto mai intellettuale. In Etruria. Nella regione, non nella provincia. Nel pianeta, non nel continente. Nelle galassie. E non solo. L'Etruria sono le dimensioni stesse della parola originaria. Una logica. Libri, impersonaggi, storie, racconti, scritture: il viaggio procede dal futuro e si rivolge all'avvenire nella scrittura e alla cifratura delle cose. Senza più universo. Senza più cerchio. [...] I palinsesti di Roberto Panichi non scoprono civiltà sepolte e dimenticate, ma offrono la stratificazione intellettuale di quanto avverrà, procedendo dal futuro, ovvero dal mondo dell'apertura originaria. Senza più zoologia. Senza più prospettare, nel viaggio, l'alternativa tra il bene e il male. Senza più dovere compiere l'economia del negativo. [...] In breve, Roberto Panichi è la cifra di ciò che vivremo, di ciò che faremo, di ciò che scriveremo. La cifra del nostro avvenire. La cifra del terzo millennio".
Roberto Panichi
Ciò che resta dell'avvenire. Cinquemila anni di scrittura",
a cura di Fabiola Giancotti
Spirali - Collana Grandi mostre pagine 929 - anno 2000
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